VENEZIA - «L'espressione del proprio pensiero è un fondamento della libertà. Chi reagisce con le minacce non ne conosce il valore. Al Collega Attilio Fontana rivolgo la mia totale solidarietà, umana e istituzionale». Sono queste le parole del presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, rivolte all'omologo lombardo, Attilio Fontana, «minacciato di morte sui social» per un appello per il voto al referendum.

«Purtroppo - aggiunge Stefani - episodi di questo genere sono ormai molto frequenti, ma non li si può mai minimizzare come l'opera di leoni da tastiera. Si tratta di una grave violazione della legge e delle più elementari regole della democrazia».

A esprimere vicinanza anche il presidente del Consiglio regionale del Veneto Luca Zaia: «Caro Attilio, mi rivolgo direttamente a te. Le minacce di morte che hai ricevuto per un tuo post sul referendum segnano un punto che non può essere ignorato. Quando si arriva ad augurare la morte a un amministratore pubblico, significa che è stato superato ogni limite del confronto civile», afferma in una nota Zaia.

«Quello che è accaduto non riguarda solo la tua persona - prosegue Zaia -, ma il clima complessivo in cui oggi si sviluppa il confronto pubblico. La critica, anche dura, è legittima e fa parte della dialettica democratica. Ma la minaccia non è mai accettabile: non è un’opinione, è un atto intimidatorio che deve essere perseguito»