Ti aspetti la piazzata, di quelle piene come un uovo, essendo il comizio di chiusura della campagna elettorale del Pd per il referendum sulla giustizia. Invece ti ritrovi in una piazzetta (Sant’Agostino, a Milano, per giunta usata solo a metà) dove la segreteria dem, Elly Schlein, e il sindaco di Milano, Beppe Sala, provano a scaldare il proprio elettorato (non tanti a dire il vero), provato da una temperatura tornata improvvisamente rigida. Ci provano, sprizzando pericolo fascismo da ogni poro, ma non ci riescono.
«Bravina la Elly», dica la sciura milanese, avvicinandosi alla segretaria dem per la foto di rito, «ma sì, sta imparando», replica l’amica. Ecco, se nemmeno loro ci credono davvero, figuriamoci il resto dell’elettorato... Del resto l’unico brivido della serata, in questa chiusura di campagna elettorale al cloroformio, arriva quando, dal palco, parla il presidente dell’Anpi provinciale di Milano, Primo Minelli: «Se vincesse il Sì inizierebbero a scardinare la Costituzione nata dalla Resistenza. La Costituzione è di tutti, da Antonio Gramsci ad Aldo Moro. Questa destra subisce e non ama la Carta costituzionale».
REFERENDUM GIUSTIZIA, ELLY SCHLEIN: "VOTATE SÌ!". SOLO UN LAPSUS?







