"La guerra sociale non è una recita, uno stile di vita una sottocultura. È anzitutto una guerra. Sara e Sandro sono un esempio luminoso dell'inestricabile connubio tra pensiero e azione che ispira l'anarchismo, dei rivoluzionari fino all'ultimo istante della loro vita, e nella morte. Sara e Sandro sono e saranno per sempre un pezzo del nostro cuore, un cuore che non può che rifiutarsi di provvedere a scrivere un necrologio", si legge nella nota. "Lo diciamo senza alcuna indulgenza nella retorica: i due anarchici rinvenuti morti dopo il crollo di un casolare a Roma, Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano, sono dei nostri compagni fraterni, che siamo fieri di avere per compagni", si legge nel testo.