Bombe nel nome di "Sara e Sandrone" in un filo rosso e nero - questi colori amati dagli anarchici - che unisce Roma e Atene. La guerra della galassia della "A" cerchiata agli Stati e all'autorità continua nel nome dei due militanti uccisi dall'esplosivo che stavano maneggiando nel casale abbandonato del parco degli Acquedotti, nella notte tra il 19 e il 20 marzo. Un attentato incendiario compiuto in Grecia nei giorni scorsi è stato infatti rivendicato dai Nuclei di Azione Diretta e in particolare dal "Nucleo Alessandro Mercogliano/Sara Ardizzone". Gli anarchici greci hanno preso di mira l'edificio dove abitano il preside del Politecnico di Atene, Panayiotis Tsanakas, e un agente della polizia antisommossa. "All'alba del 25 marzo abbiamo attaccato con un ordigno incendiario l'abitazione in cui risiedono il preside del Politecnico di Atene, Panayiotis Tsanakas, e un agente della polizia antisommossa nel quartiere di Zografou. Le nostre ricerche sul capo spia della cricca accademica del Politecnico ci hanno rivelato una coincidenza al tempo stesso singolare e poeticamente suggestiva. Una spia e un poliziotto che lavorano e vivono insieme: un'immagine quantomeno commovente", scrivono gli anarchici nella rivendicazione pubblicata in italiano da LaNemesi.
Anarchici, una bomba in nome di Sara e Sandrone. Da Roma ad Atene scatta la guerra
Bombe nel nome di "Sara e Sandrone" in un filo rosso e nero - questi colori amati dagli anarchici - che unisce Roma e Atene. La guerra della...






