ROMA, 27 NOVEMBRE 2025 - Paolo Cirino Pomicino chiama l'ANSA a Palazzo Chigi per annunciare un appello contro l'uso "improprio" del simbolo storico della Dc.
Parla anche per conto del resto della vecchia guardia dell'allora potente balena bianca.
E invia una nota, firmata insieme ad altri nomi che hanno fatto la storia della Democrazia Cristiana, partito di maggioranza relativa e di governo durante la prima Repubblica.
Poche righe con le quali gli "ex colonnelli", decisamente agguerriti, puntano il dito contro "gli amici scappati di casa che da tempo utilizzano come simbolo lo scudo crociato e come nome la DC". A loro dicono "di smetterla di offendere la memoria del più grande partito che l'Italia repubblicana abbia avuto.
Un'offesa che diventa, inoltre, indigeribile per i risultati che conseguono recuperando una risibile quantità di voti - scrivono - oscillando tra l'1% e il 2% e per la totale assenza di vita democratica". La nota è firmata in calce, oltre che da Paolo Cirino Pomicino, da Calogero Mannino, Giuseppe Gargani, Ortensio Zecchino e Vito Bonsignore, vecchie glorie della politica che hanno ricoperto negli anni 80 e all'inizio deli anni 90 anche importanti incarichi di governo.






