BOLOGNA – Alice Greco, 36 anni, “ha lottato per i diritti, per la dignità, per la vita indipendente delle persone con disabilità. Bologna saprà ricordarla”. E’ il messaggio del sindaco Matteo Lepore per la morte della presidente della Uildm di Bologna, l’Unione italiana per la lotta alla distrofia muscolare. Una sigla, sintetizzava efficacemente Alice, che vuole sconfiggere “sia le barriere culturali che quelle architettoniche”.

Cosa significa vivere con la distrofia muscolare? Alice in un video per la Uildm lo aveva spiegato così. “Normalità è svegliarsi la mattina, fare colazione, vestirsi, uscire di casa, andare a lavorare, a scuola, all’universtià”. E ancora “poter raggiungere i propri cari, poter fare pausa pranzo, dove si vuole raggiungere gli amici, andare nei bar, nei locali, in discoteche, a concerti, svolgere una vita il più normale possibile, ma tutto ciò per una persona come me non è così semplice. Per farlo ho bisogno dell'aiuto degli altri ma soprattutto di organizzare la mia vita in maniera molto più dettagliata”. Rendersi autonomi, non dipendere più dagli altri, era l’obiettivo dell’impegno di Alice Greco. “L’autonomia per noi è fondamentale. Non è corretto pensare che una persona in carrozzina debba per forza essere accompagnata da qualcuno”, aveva spiegato a Repubblica Bologna tre anni fa. Con poche, franche parole aveva raccontato cosa significa muoversi in carrozzina in città e come anche quelli che possono sembrare pochi centimetri di uno scalino all’ingresso di un negozio o di un servizio per la cittadinanza (la farmacia, per esempio, da cui era rimasta esclusa) siano in realtà un ostacolo insormontabile che limita la libertà delle persone disabili: “Se tutti i cittadini incominciassero a non recarsi più nei posti con barriere qualcosina comincerebbe a cambiare. Basterebbe fare la prova per un giorno: un solo giorno in carrozzina per rendersi conto che è impossibile essere persone autonome”. Nei giorni in cui l’Italia attendeva di potersi vaccinare contro il covid per recuperare quella normalità nella quotidianità che il coronavirus aveva spazzato via, Alice Greco aveva fatto un appello per dare priorità alle persone fragili. “Il virus per una persona come me sarebbe molto pericoloso. Del resto non posso fare meno del contatto, io ho bisogno di essere aiutata anche per alzarmi dal letto. Avanti così non possiamo andare, io chiedo il vaccino al più presto per tutti i disabili per poter ricominciare a respirare, a uscire, a sentire il vento".