Il cibo e le abitudini culinarie degli abitanti dell'antica Ercolano, distrutta insieme a Pompei dall'eruzione del 79 d.C., raccontano uno spaccato della vita quotidiana dell'epoca romana.
Al Parco archeologico l'itinerario tematico 'I luoghi del cibo a Ercolano' accompagna i visitatori in un'esperienza immersiva e coinvolgente che intreccia archeologia, storia e vita quotidiana, per raccontare non solo cosa mangiavano gli antichi abitanti, ma anche dove acquistavano, preparavano e consumavano il cibo.
Turisti e visitatori, guidati da guide esperte, accedono ai Thermopolia ovvero botteghe con orci in terracotta incassati nel bancone contenenti legumi, cereali e alla taberna, una tavola calda ante litteram preferita per lo più dai meno abbienti o dai lavoratori per un pasto frugale e veloce, ma anche al locale adibito alla vendita di vino 'ad cucumas' dove l'insegna raffigura quattro brocche di diversi colori, ognuna con relativo prezzo.
Lo studio dei trecento scheletri di fuggiaschi che non riuscirono a mettersi in salvo ha restituito importanti informazioni sulla dieta che includeva pesce, frutti di mare, legumi, fichi e noci, olive e cereali ma anche zuccheri: lo testimoniano le carie sui denti mentre le abrasioni sarebbero da ricondurre al consumo di pane fatto con farina macinata nella pietra lavica. Nel cardo V, un forno di proprietà di Sextus Patulcius Felix ne mostra l'intero ciclo produttivo: dalla macinatura alla cottura e alla vendita.






