Se esiste un dolce capace di unire l’Italia e contemporaneamente dividerla in feroci dispute regionali, quello è il tiramisù. Oltre la storica diatriba tra Veneto e Friuli, il re dei dessert affronta oggi un’evoluzione radicale guidata da una nuova generazione di pasticceri, o per meglio dire “social star”, che manipolano struttura e ingredienti trasformandolo in un campo di sperimentazione continua, dove il confine tra l’esercizio di stile e la provocazione è molto sottile.

La ricetta

Tiramisù, gli errori da non fare: i consigli della pastry chef Loretta Fanella

Ma perché questo dolce è così impattante da avere anche una sua giornata? La risposta risiede in una forza iconografica senza pari: il tiramisù è tra le ricette più cercate al mondo su Google e una presenza fissa nelle classifiche globali dei trend dolciari. I dati delle piattaforme di food delivery ne confermano il primato assoluto: in Italia se ne consegnano annualmente oltre 22.000 chili secondo gli ultimi rilevamenti ed è stato registrato il passaggio di oltre 4.000 chili di mascarpone e savoiardi nelle case degli italiani.

Perché ricordiamo che il tiramisù resta il dolce domestico per antonomasia, il primo col quale ci si confronta quando si inizia a cucinare. La genesi moderna del dolce si colloca a Treviso, tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Settanta, presso il ristorante Le Beccherie. Qui, lo chef Roberto Linguanotto e la titolare Alba Campeol misero a punto una ricetta che prendeva spunto dallo “sbatudin”, il tuorlo d’uovo montato con lo zucchero che le nonne preparavano come rinvigorente. Nelle case del sud si utilizzava anche una punta di vino Marsala. Eppure, dietro la versione conosciuta, resiste una leggenda piccante che riporta alle calli della città: si racconta infatti che nelle case chiuse di Treviso, situate a ridosso di Piazza dei Signori, la tenutaria fosse solita offrire ai clienti un dolce corroborante e afrodisiaco per “tirarli su” e rinvigorirli dopo le fatiche amorose, da cui il dialettale “Tireme su”, trasformatosi poi nel nome che tutti conosciamo. Tuttavia, la storia non è priva di colpi di scena: il Friuli-Venezia Giulia ne rivendica la paternità citando il “Tìrimi su” di Pieris in provincia di Gorizia degli anni Quaranta e la versione in coppa di Tolmezzo.