Il calo delle Borse ridimensiona il valore di EssilorLuxottica e, di riflesso, impatta sul valore di Delfin, la holding partecipata dalla famiglia Del Vecchio e da qualche mese al centro di un complesso riassetto.
Bruciati 35 miliardi di capitalizzazione
EssilorLuxottica dagli inizi del 2026 ha ritracciato sensibilmente in Borsa portando la capitalizzazione, che a ottobre viaggiava intorno ai 125 miliardi, vicino ai 90 miliardi di euro. La valutazione resta ampiamente sopra il valore dei 60 miliardi segnati in occasione della scomparsa del fondatore Leonardo Del Vecchio, avvenuta nel 2022. Resta il fatto che in tre mesi la società ha bruciato 35 miliardi di capitalizzazione. Il calo delle quotazioni del colosso Med Tech è spiegato soprattutto con la debolezza generale dei mercati, ma secondo alcuni, anche dall’imminente ingresso sul mercato degli occhiali integrati con l’AI di nuovi concorrenti. Fatto sta che il ridimensionamento delle quotazioni, evidentemente, ha eroso anche il valore della holding Delfin.
A ottobre scorso, la società lussemburghese di proprietà della famiglia Del Vecchio valeva qualcosa come 55 miliardi. Questo considerando sia gli asset industriali, e dunque il pacchetto del 32% in EssilorLuxottica, sia le partecipazioni finanziarie che includono Generali (10%), UniCredit (2,7%) ed Mps (17,9%).






