Si parla molto di Delfin e delle sue quote in Generali, Mediobanca, Monte dei Paschi e Unicredit. Ma il 99% del suo tempo Francesco Milleri lo passa a occuparsi di Essilorluxottica. Dal 2018, anno della fusione con Essilor, al 2024 la capitalizzazione è raddoppiata a 115 miliardi. «Malgrado il contesto estremamente volatile, grazie a un’attenta gestione e un grande impegno di tutte le risorse della nostra azienda anche i dati di questo semestre confermano la traiettoria», dice Milleri, al vertice della multinazionale italiana. I primi sei mesi dell’anno hanno chiuso con oltre 14 miliardi di fatturato, +7,3% rispetto al primo semestre di un anno fa a cambi costanti, un margine operativo adjusted del 18,3%, un utile netto adjusted di 1,8 miliardi e cassa per 951 milioni. «I risultati non arrivano solo dal mercato dell’ottica che ormai vale quanto la nostra capitalizzazione e cresce a una velocità più contenuta», spiega Milleri. Solo negli ultimi diciotto mesi Essilux avrebbe messo sul tavolo oltre 3 miliardi di euro tra innovazione e la decina di acquisizioni annunciate dall’estate scorsa. Meta avrebbe già puntato nella stessa Essilux per costruire una quota vicina al 3% nell’ambito della partnership decennale che lega le due società.
Milleri: «Più tech e digitale nella nuova Essilux. Valore anche dalle banche»
Semestrale chiusa con oltre 14 miliardi di fatturato (+7,3% a cambi costanti), un utile netto di 1,8 miliardi e cassa per 951 milioni. E sulle quote di Delfin nelle banche: «L’offerta di Mps è molto interessante. Un eventuale adeguamento che rifletta i corsi di Borsa renderebbe l’Ops più appetibile per gli investitori»











