Roma, 20 mar. (askanews) – Un movimento globale che sta mobilitando milioni di persone in tutto il mondo per creare una cultura del rispetto e dell’inclusione a partire dal linguaggio. È quanto sta accadendo con “Just Evolve”, la campagna di sensibilizzazione di CoorDown che chiede di smettere di usare le parole della disabilità per offendere e deridere. Associazioni della comunità delle persone con disabilità, organizzazioni internazionali, aziende, media, creator, personaggi pubblici e persone comuni, si legge in una nota, sono unite per passare dall’empatia alla responsabilità: scegliere le parole che usiamo ogni giorno per cambiare il mondo intorno a noi. Già oltre 10 milioni di persone sono state coinvolte dal film “Just Evolve” sulle diverse piattaforme social. Ma si può fare di più. CoorDown ha creato un agente AI – a cura di FAIRFLAI – addestrato per guidare gli utenti che vogliono capire di più sull’argomento e attivarsi, trovare azioni concrete da realizzare e scegliere come diventare parte del cambiamento culturale necessario per superare una volta per tutte la “parola con la R”.

La Campagna JUST EVOLVE, lanciata per Giornata Mondiale sulla sindrome di Down di sabato 21 marzo 2026, parte da una semplice idea: se è stato possibile abbandonare “vecchie abitudini” oggi ritenute obsolete e dannose perché non possiamo farlo con le parole che fanno male? Quando infatti la disabilità viene usata come insulto, o metafora per denigrare o per far ridere, le persone vengono ridotte a simboli e scorciatoie emotive. E questo ha conseguenze concrete: rafforza stereotipi, legittima discriminazioni. Termini una volta usati in ambito medico (da ritardo mentale a mongolismo) oggi hanno ripreso a essere usati come battute o aggettivi degradanti ma producono un danno reale quando vengono pronunciati.