Una cucina color pastello, immacolata, la luce morbida del mattino, i fiori a centro tavola, i tovaglioli di stoffa, i bambini in pigiama di lino che fanno colazione allegramente, mentre la loro madre perfettamente pettinata serve i pancake. Molte influencer continuano a produrre contenuti dall’estetica levigatissima, mostrando una vita armoniosa e perfetta. È il modello “mulino bianco” all’epoca degli algoritmi, contenuti che spacciano per idillio una scena che nella vita reale è spesso caotica, frettolosa, disordinata. Sono reel che provengono da profili seguitissimi, e vantano migliaia di visualizzazioni; eppure sotto questi video sta succedendo qualcosa di curioso. I commenti non sono più pieni di ammirazione come un tempo, di quel misto tra adorazione e meraviglia che ha pompato l’ego delle influencer. E non c’è nemmeno quell’odio, quel rage bait che comunque fa engagement. C’è disillusione, ironia, c’è sarcasmo. “Molto spontaneo”. “Wow, tutto così naturale”. I commenti sono ancora tanti, ma una buona parte è derisoria. Cosa è successo? La perfezione ha perso il suo appeal? O gli utenti hanno smarrito quello sguardo ingenuo con cui consumavano i reel dell’epoca d’oro delle influencer, quando ancora non volevano credere che fosse tutto artefatto?
La perfezione social è superata. Benvenuti nell’era dell’Internet “antagonista”
Reel con vite armoniose, mamme impeccabili, palette pastello, colazioni scenografiche hanno stancato. I contenuti che mostrano vite perfette continuano a circo…






