Il sesto posto nella classifica finale del festival di Sanremo ha confermato nayt come uno degli artisti più apprezzati e introspettivi della sua generazione.
Un risultato che non era scontato, ma che invece ha premiato la scelta di non snaturarsi e di mostrare all'Ariston quello che è.
"Sono soddisfatto di essere riuscito a portare la mia musica e la mia poetica, senza per questo essere penalizzato a livello di apprezzamento e riscontro, a prescindere dai gusti personali.
Non penso che un pezzo così complesso come Prima che abbia mai ricevuto un risconto così", racconta il rapper presentando il suo nuovo album, il decimo della carriera, dal titolo "io Individuo", in uscita domani. Una i minuscola e una maiuscola, a sottolineare i vari aspetti che vanno a costituire l'identità di un individuo, con le sue diverse sfaccettature.
Nei 13 pezzi che compongono il nuovo lavoro - arrivato a un anno e mezzo di distanza da Lettera Q - il focus è sull'individuo nella società, con le sue contraddizioni e i suoi limiti. "Mentre scrivevo il disco, mi sono reso conto che la parola individuo tornava e rispondeva alla difficoltà che abbiamo oggi di riuscire a sentirsi parte di una collettività - spiega il rapper romano -. Il disco pone domanda esistenziale: come si fa a stare insieme e soprattutto a restare insieme? E risponde affrontando vari tipi di relazione: affettive, amicali, professionali, familiari. Il senso di tutto è il rapporto con gli altri e il mettersi in discussioni ogni giorno, alla ricerca di un dialogo. Senza giudizio, perché non ne metto mai all'interno di quello che scrivo". Si parla anche dell'universo femminile, che il rap ha spesso ha maltrattato. "Se il rap ha problema nel raccontare le donne? Credo che sia la società ad avere un problema in come racconta le donne", è la risposta tranchant di nayt.







