L'indagine della polizia britannica su Andrew Mountbatten-Windsor potrebbe essere allargata al reato di corruzione, oltre a quello di cattiva condotta in un ufficio pubblico per i legami del reprobo della famiglia reale col defunto faccendiere pedofilo americano Jeffrey Epstein.

Lo riporta il Times, secondo cui gli inquirenti vogliono estendere il raggio d'azione poiché il reato di cattiva condotta è giuridicamente difficile da perseguire, in particolare per il caso dell'ex principe, finito sotto accusa - con tanto di arresto e successivo rilascio - per aver condiviso informazioni riservate col finanziere quando era inviato commerciale del Regno Unito.

I tempi per arrivare a un'eventuale incriminazione rischiano peraltro di allungarsi. Ancor di più se si considera che gli inquirenti se seguono il filone della presunta corruzione devono utilizzare norme molto datate. L'idea di ricorrere al Bribery Act del 2010 è stata accantonata poiché non può essere applicata retroattivamente. Si sta quindi verificando se il Prevention of Corruption Act del 1906 possa essere usato nel caso: questa legge centenaria rende reato per qualsiasi dipendente o funzionario accettare favori o tangenti in cambio di un trattamento preferenziale.