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Ultimo aggiornamento: 11:10
La mattina del 30 dicembre 2023 cinque camion riconducibili alle imprese del pregiudicato di camorra Salvatore Langellotto – imprenditore al centro di uno dei focus della commissione d’accesso al Comune di Sorrento – transitarono sul corso Italia e fecero manovre difficili per entrare nella piazza del sagrato della Chiesa di Sant’Agnello.
Di lì a poco sarebbero stati benedetti del parroco don Francesco Iaccarino. Il prelato era ignaro o incurante dei precedenti penali del ‘benedetto’ (condannato per i legami con una costola del clan Cesarano), e della notizia che pochi mesi prima, a soli duecento metri di distanza, l’imprenditore edile aveva mandato all’ospedale l’ambientalista Wwf Claudio d’Esposito, che aveva denunciato e impedito le sue vecchie speculazioni edilizie. Un combinato di fatti e circostanze che avrebbero suggerito maggiore prudenza, per il messaggio pubblico che ne sarebbe derivato.
Il primo automezzo entrò in retromarcia. Il secondo con il muso in avanti, a fatica, dopo essersi incastrato sul marciapiede. Poi gli altri. Un maresciallo dei vigili urbani intervenne trafelato e chiese lumi a un’autista: quell’area è solo pedonale, con eccezioni soltanto per matrimoni o funerali. La risposta fu la miccia che accese una giornatina concitata: “Maresciallo non è il caso di fare questioni adesso… siamo stati autorizzati dal comandante”.







