Quattro cuccioli color caramello, occhi scuri e muso perfetto. Due maschi, due femmine. Tra loro, il più “simpatico”, almeno secondo chi li proponeva online: Armando. È lui che ho scelto. Per finta. Perché dietro quell’annuncio, come sempre più spesso accade sui social, non c’era nessun cane. Solo una truffa ben costruita.

Negli ultimi mesi si moltiplicano su Facebook gruppi che promettono adozioni gratuite di cani di razza, soprattutto Barboncini toy. Nomi diversi, stessi contenuti: foto accattivanti, video teneri, spesso generati con l’intelligenza artificiale o rubati da internet, e un messaggio rassicurante. Nessuna domanda sull’affido, nessuna verifica. Solo la promessa di ricevere rapidamente a casa un cucciolo “regalato”. Chi potrebbe resistere?

C’è infatti qualcosa di irresistibile nello sguardo di un cucciolo come emerge anche dai tanti utenti che chiedono informazioni per prenderli in adozione. È su questo che fanno leva. Foto perfette, musi minuscoli, promesse di affetto immediato. E un messaggio implicito che arriva dritto al cuore: “Può essere tuo, gratis”.

L’annuncio e la fiducia costruita in poche righe

È così che inizia la mia inchiesta in esclusiva per La Zampa. Con un sospetto, dopo l’ennesimo annuncio sui social di quattro cuccioli di Tolosa (Francia) alla ricerca di una famiglia in Italia. Quelli che ho contattato io si chiamano “Cuccioli di barboncino toy in Adozione” (successivamente segnalato a Facebook per attività illegale) e “Regalo mini cuccioli di barboncino”, che non comunica via Messanger ma solo e-mail a nome Maria Mirto di Schiacca (Agrigento). Il primo gruppo in questione proponeva quattro Barboncini toy color caramello, due maschi e due femmine, pronti per essere adottati. Il testo è sempre lo stesso, ripetuto identico in gruppi diversi: cuccioli “in regalo”, maschi e femmine, “sverminati, giocherelloni e buoni”, disponibili subito. Hanno 12 settimane, sono vaccinati, abituati ai bambini e ad altri animali. Sarebbero arrivati perfino con i loro giocattoli preferiti e un’assicurazione sanitaria.