Da Sanremo, dove ha partecipato con il brano Ti penso sempre, "sicuramente ho imparato tante cose, ma devo ancora tirare le somme.

Di certo è stato bello e magari ci tornerò per raccontare un altro lato di me". Chiello prova a far ordine nel turbinio che lo ha travolto nelle ultime settimane e che ora lo porta a pubblicare Agonia, il suo quarto album di inediti, in uscita domani. "Pensavo di soffrire di più il festival, invece mi sono sentito sicuro - racconta all'ANSA -. Fuori dal palco invece a volte ho avuto la sensazione di essere fuori posto: quella non è vita reale, con la gente che ti chiede un selfie anche se non sa chi sei e critica il tuo aspetto esteriore, ma sapevo che lo stavo facendo per la mia musica e oggi per strada mi fermano signore e uomini in giacca e cravatta".

Agonia era stata la parola che aveva scelto come chiave della sua partecipazione a Sanremo (un 25/o posto che non lo turba affatto), ed è ora il titolo del nuovo lavoro. "Non do un'accezione negativa, agonia non è intesa solo come dolore. Arriva dal greco e significa conflitto, anche interno, e non è sempre un male. Il conflitto aiuta a crescere e ti porta all'evoluzione. Mi rappresenta molto". I tempi della trap con gli FSK Satellite sono lontani: più che temporalmente, musicalmente. Agonia è un album da posizionare nella sezione cantautori. "Non rinnego niente, allora mi piaceva la trap, oggi non mi divertirei più. Mi sento lontano anche nei concetti. Sono cresciuto e sono cambiato - racconta ancora Chiello, classe 1999, all'anagrafe Rocco Modello -, anche se una velata sfumatura trap mi è rimasta. C'è da dire che fin da bambino scrivevo. Ho iniziato a 9 anni con le poesie e ancora non ho smesso: arrivano prima le parole e poi la melodia. A Genova, con gli FSK, in 5 in casa, io mi chiudevo in bagno per ore, per avere tempo e spazio per scrivere. Le etichette però non mi piacciono: ero un trapper, sono un cantautore, ma in realtà sono molte più cose". E allora Agonia diventa una riflessione su fragilità, solitudine, desiderio e introspezione emotiva.