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Fa discutere la locandina dell’Associazione Pace che esclude la presenza femminile durante la preghiera di fine Ramadan. Dal centro parlano di motivi religiosi e logistici, ma scoppia la polemica politica: la Lega denuncia un modello “incompatibile” con i valori italiani e riaccende il dibattito su integrazione e diritti
In nome dell’inclusione. Sì, ma a casa degli altri. Si potrebbe riassumere così la preghiera in occasione della festa di fine Ramadan che, come si evince dalla locandina dell’Associazione Pace di Merano, non prevede la presenza delle donne.
“Vietato portarle” scrivono. Il Giornale, chiamando il numero presente sull’invito, ha parlato con il responsabile del centro che ha spiegato come questa preghiera, secondo la religione, abbia un ruolo rilevante più per il sesso maschile e che, quindi, per ragioni (anche) di spazio, quello femminile può tranquillamente dileggiarsi in altro. Nessun problema, quindi, se loro si sentono escluse.






