“Un sorriso sano è una scelta”. Una frase che è anche il nome di un’iniziativa che parte in occasione In occasione della Giornata Mondiale della Salute Orale che si celebra il 20 marzo. Un progetto che intende promuovere una nuova consapevolezza sulla prevenzione orale, partendo da un principio: la salute della bocca è parte integrante della salute generale e rappresenta uno snodo fondamentale nella tutela del benessere fisico e psicologico. Un tema tanto più rilevante se si considera che, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), le patologie del cavo orale colpiscono circa 3,5 miliardi di persone nel mondo, rappresentando una delle condizioni non trasmissibili più diffuse a livello globale. Il progetto viene presentato da un Comitato Scientifico multidisciplinare composto da associazioni, professionisti sanitari e docenti universitari, con il compito di validare i contenuti legati alla prevenzione e alla salute orale rendendoli chiari e fruibili nella vita di tutti i giorni.

I selfie

Negli ultimi anni il sorriso ha smesso di essere soltanto un gesto spontaneo: è diventato un elemento identitario, sociale, persino “pubblico”. Lo mostriamo ogni giorno in foto, video e videochiamate. Per questo è sempre più percepito come sinonimo di sicurezza, accettazione, successo. Ma quando il sorriso diventa una pressione il rischio è che la salute venga messa in secondo piano. A rafforzare questa riflessione è una ricerca commissionata da Align Technology e condotta da Key Stone su un campione di 1.000 italiani. Nei profili con basso livello di istruzione l’estetica del sorriso risulta maggiormente influenzata da messaggi pubblicitari che enfatizzano benefici di autostima e accettazione sociale: la quota di chi esprime una valutazione positiva dell’impatto del sorriso raggiunge infatti il 30%, contro il 20% registrato tra chi ha un livello di istruzione medio o alto.