«Arrivato qui in tribunale per il processo, volevo fare una denuncia. Entrando, l’ho detto chiaro e tondo a tutti che stamattina avrei spaccato la faccia all’avvocato che mi ha rovinato la vita. E così ho fatto, perché qui non c’è più giustizia». Davide Zizza sfodera una stretta di mano energica. E più infuocate suonano le sue parole. Imputato di minacce, convocato per un’udienza che sembrava di routine di fronte al tribunale di Asti, ha aggredito l’avvocato A. M., legale di parte civile, che assiste la presunta vittima di missive anonime, indirizzate a Lorenzo Marrocu. Un investigatore privato preso di mira anni fa dalle dalla Iene con un servizio televisivo su dossieraggi e l’ombra di indagini costruite a tavolino. A dare il via alla vicenda, come fonte, sarebbe stata la moglie di Davide Zizza, dipendente dell’agenzia investigativa e poi licenziata. Anni di battaglie Una montagna di ruggine, insomma, che cova da anni. Rancori, battaglie legali e accuse incrociate. Così stamattina la vicenda è scoppiata come una bomba, di fronte al Palazzo di Giustizia, a due passi dal bar frequentato da avvocati, forze dell’ordine, impiegati e magistrati. «Quell’uomo mi ha teso un agguato. Mi stava aspettando. Sono riuscito a parare due colpi, il terzo mi ha raggiunto in pieno volto perché aveva lo zaino sulla spalla» racconta il legale. Un parapiglia generale. Altri avvocati si sono gettati nella mischia per fermare l’aggressore. Sono intervenuti gli agenti della sorveglianza del tribunale e il carabiniere di servizio. «Perdevo molto sangue. Mi sono spaventato. A parte le lesioni, di sicuro lo denuncerò per stalking perché mi perseguita da tempo» afferma l’avvocato. Soccorso da un equipaggio della Croce Rossa, il legale è stato portato al pronto soccorso. Una ferita al volto: una manciata di giorni di prognosi. Davide Zizza è stato accompagnato in caserma dai carabinieri e poi rilasciato. Il nuovo capitolo Così è tornato in tribunale. «Non finisce qui. La mia battaglia va avanti. Sono io la vera vittima di questa storia piena di fango. Sono esasperato e rabbioso. Combatto da nove anni: cause su cause. La giustizia dovrebbe occuparsi delle attività di quell’investigatore privato e del suo legale che lo accompagna da anni. Costruiscono accuse infondate su di me» dice lui. Certo è che questa aggressione aprirà un nuovo capitolo. La condanna della Camera penale «Il Direttivo della Camera Penale di Asti esprime solidarietà e vicinanza al Collega che oggi è stato aggredito nel piazzale antistante il Tribunale di Asti in occasione e a causa del Suo ruolo di difensore di una parte in un processo penale. Ferma è la nostra condanna di ogni forma di violenza in qualunque sede abbia a manifestarsi».