Condanna più mite del previsto, almeno viste le richieste del pubblico ministero, quella inflitta al ventinovenne egiziano Mohed Seif Marzouk Nashed, accusato di aver violentato più volte davanti al figlio una quarantaseienne milanese, che l’aveva ingaggiato per dei lavori in un alloggio di Biella.
“Violentata in casa durante i lavori di ristrutturazione”: l’imputato ha chiesto il rito abbreviato
Rispetto ai dieci anni richiesti il gip ha sentenziato una pena di soli quattro anni e otto mesi, compreso però lo sconto per il rito abbreviato. Il perché della decisione presa dal giudice lo si capirà solo con la lettura delle motivazioni. «Le leggeremo e a quel punto valuteremo se fare ricorso». Se l’imputato dovesse decidere di non presentare appello potrebbe contare su un ulteriore sconto di un sesto della pena (all’incirca 9 mesi). La vicenda aveva avuto un’eco molto forte anche perché le violenze erano state consumate in un appartamento in centro, via Bertodano, acquistato da qualche mese prima dalla vittima, e sarebbero avvenute davanti al figlio di lei, di soli 4 anni.
Biella, violentata in casa dal muratore davanti al figlio di 4 anni
Non era la prima volta che la donna veniva a Biella per controllare l’avanzare dei lavori che aveva affidato a quel giovane egiziano, contattato tramite Facebook. Questa volta, però, una volta entrata in casa sarebbe stata sequestrata dall’uomo e costretta a subire tre rapporti sessuali. A mezzogiorno sarebbe però riuscita a rabbonire il giovane, promettendogli di iniziare una nuova vita insieme. In quel modo l’aveva convinto a uscire per recarsi al bar dell’Esselunga a mangiare. Una volta arrivata lì, dopo essersi fatta restituire il telefono e aver ordinato, sarebbe riuscita a chiedere aiuto a un addetto alla sicurezza. Il 29enne a quel punto era fuggito per essere poi rintracciato e arrestato a Milano dagli agenti della mobile.






