Automobili Lamborghini chiude il 2025 con il miglior fatturato della sua storia, con 3,20 miliardi (+3,3%). Il risultato operativo è di 768 milioni, con una profittabilità del 24%: un dato lievemente in calo rispetto all'anno precedente, a causa - sottolinea l'azienda - di uno scenario macroeconomico complesso e difficilmente prevedibile. Crescono le consegne, 10.747 nel 2025. «Il risultato operativo - spiega Stephan Winkelmann, chairman & ceo di Automobili Lamborghini - è stato influenzato da fattori esogeni, in particolare dalla fluttuazione negativa dei tassi di cambio e dall'introduzione dei dazi statunitensi. L'impatto - sottolinea - è stato in gran parte assorbito grazie ad un miglioramento del mix prodotto e ad un attento controllo dei costi. Sul risultato hanno inciso anche componenti straordinarie legate all'adattamento della strategia Direzione Cor Tauri, i cui effetti sono stati interamente contabilizzati nell'esercizio».

Cresce l'incidenza di Revuelto, così come aumenta il numero di clienti che, alla ricerca di una vettura unica, fanno ricorso al programma di personalizzazione Ad Personam. Winkelmann conferma anche lo stop all'auto elettrica: 'L'interesse dei clienti per questo tipo di vettura è sceso di molto rispetto a quattro anni fa, e abbiamo rimodulato la strategia Cor Tauri. Il quarto modello in gamma - annuncia - sarà un ibrido plug-in» che arriverà entro il 2030. Lamborghini continua a investire sull'elettrico, ma per vedere la prima auto del Toro totalmente a batteria bisognerà attendere «dopo il 2030». Entrando più nel dettaglio nel corso di un incontro con la stampa specializzata, Winkelmann ha spiegato che i dazi introdotti dagli Usa hanno ridotto margini su maggior mercato della Casa del Toro (pesa circa il 30%), e l'aumento del prezzo delle vetture ne ha soltanto parzialmente mitigato l'effetto. «Gli Usa non sono come la Russia, da dove siamo usciti nel 2022: un'altra America - ha detto il ceo - non c'è". Per affievolire l'effetto dazi, dunque, l'unica possibilità è allargarsi in altri mercati «anche se siamo già ben distribuiti».