Un “commando” di almeno sei persone, un ingresso sfondato utilizzando dei veicoli come ariete e una barriera di furgoni rubati posizionati di traverso per bloccare le strade. È la sequenza dell’assalto avvenuto intorno alle 4.00 di oggi allo stabilimento Prada di Dolo, in provincia di Venezia. Un’incursione pianificata che ha impedito l’intervento tempestivo delle forze dell’ordine. Il bottino del furto? Non il contenuto delle casseforti, bensì le preziose calzature griffate pronte per essere immesse nel mercato del lusso.
La dinamica: auto-ariete e barricate per bloccare la polizia
Tutto si è consumato intorno alle 4:00 di questa mattina. Secondo le prime ricostruzioni fornite dagli investigatori, una banda composta da almeno sei o sette malviventi è entrata in azione sfondando l’ingresso principale dello stabilimento utilizzando dei veicoli come ariete. L’aspetto più eclatante dell’operazione criminale è stata però la strategia di isolamento dell’area, definita tecnicamente “cinturazione“. Per assicurarsi i minuti necessari a svaligiare i magazzini e garantirsi una via di fuga sicura, il gruppo ha disseminato le vie d’accesso alla fabbrica con diversi furgoni e automobili, tutti risultati provento di furto. I mezzi sono stati posizionati di traverso per sbarrare fisicamente la strada alla vigilanza privata e alle gazzelle delle forze dell’ordine in arrivo a sirene spiegate. Questa barriera artificiale ha ottenuto l’effetto sperato dai ladri: i Carabinieri, accorsi sul posto, si sono trovati la strada sbarrata nell’ultimo tratto di accesso alla fabbrica e sono stati costretti ad abbandonare i veicoli di servizio per proseguire a piedi.










