DOLO (VENEZIA) - Malgrado la pianificazione dell'assalto il commando è riuscito a rubare molto meno di quanto c'era in magazzino. Alla fine i banditi sono fuggiti con duecento paia di scarpe da donna dello stabilimento Prada che ne realizza mediamente 700 al giorno. Quindi un bottino del valore di qualche centinaio di migliaia di euro. Questi i numeri contenuti nella denuncia presentata ieri ai carabinieri dal direttore dello stabilimento. I tempi stretti, l'allarme inserito e l'arrivo dei carabinieri hanno costretto i ladri ad agire veramente in pochi minuti. Quindi hanno arraffato quanto più hanno potuto, ma non tutto quello che c'era a disposizione.

Avevano studiato tutto nei minimi particolare il cordone di sei auto rubate a bloccare l'accesso allo stabilimento di via dell'Industria 1 e la fuga rapidissima a bordo di due furgoni anch'essi provento di furto. Sul fronte indagini i carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Venezia hanno trascorso la prima giornata dopo l'assalto di giovedì alle 4 del mattino visionando ore di filmati di tutte le telecamere disseminate sul territorio alla ricerca di qualche indizio sui banditi e sulle vie di fuga.IL GIORNO DOPO Intanto ieri, dopo il trambusto di giovedì, è tornata la normalità in via Dell'Industria, nella zona industriale di Arino, dove i malviventi non solo hanno fatto l'assalto allo stabilimento Prada, ma hanno colpito anche numerosi residenti ai quali è stata rubata la vettura per creare una barriera che impedisse ai carabinieri di intervenire con tempestività durante l'azione. Obiettivo tra l'altro raggiunto. Perché quando i carabinieri della tenenza di Dolo sono giunti allo stabilimento dieci minuti dopo l'allerta si sono trovati le vie d'accesso chiuse e hanno dovuto proseguire a piedi. Uno stratagemma per guadagnare qualche minuto in più e rubare più merce possibile. Tra l'altro le auto sono state davvero rubate pochi minuti prima del colpo e a residenti che abitano vicino allo stabilimento. In modo che i proprietari se ne accorgessero solo all'indomani senza correre il rischio di compromettere il colpo.LE DENUNCE E.B. è una delle prime derubate che ha fatto denuncia per il furto dell'auto parcheggiata davanti a casa, abita a qualche centinaio di metri da dove si trova lo stabilimento preso d'assalto. «Ieri i carabinieri hanno effettuato i rilievi racconta ancora scossa ma la l'auto rimane per ora nel deposito, sotto sequestro». Un disagio non da poco per chi ha necessità di servirsi della macchina per andare al lavoro. I carabinieri oltre a visionare le telecamere di sorveglianza che si trovano sia nelle altre attività produttive e in tutto il territorio hanno raccolto ulteriori testimonianze. Sono stati ascoltati i dipendenti di chi lavora nelle aziende della zona e anche di alcuni residenti in aree poco distanti dallo stabilimento, per trarre utili informazioni e per capire come si sono mossi i malviventi. Non sarà un lavoro semplice e neppure presumibilmente veloce perché l'impressione è che si tratti di una banda specializzati in questo tipo di furti e, quindi, ben organizzata e capace di operare con grande abilità. Probabilmente si seguirà anche la pista della ricettazione delle scarpe rubate, circa duecento paia per un valore di alcune centinaia di migliaia di euro, che presumibilmente dovranno essere immesse nel mercato per garantire ai ladri il profitto per l'azione compiuta.Prada, il titolare della ditta vicino: «Due anni fa i banditi sono entrati calandosi dall'alto»