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Permessi a detenuti al 41 bis, corruzione, raccomandazioni, rapporti ambigui con i giornalisti: promossi in ogni caso. Al massimo è censura: una tirata d'orecchi
Il finale è sempre lo stesso, ripetuto come un mantra: "Si impone dunque una valutazione positiva". Un semaforo verde che apre le porte delle progressioni in carriera. Sette passaggi, uno ogni quattro anni, fino ai gradi più alti della professione e una sequenza impressionante di promozioni, con percentuali che sfiorano il 100%, anche se qualche peccatuccio ci sarebbe. Ma non importa.
C'è la toga che ha dato, chissà perché, permessi ai detenuti al regime duro e blindato del 41 bis, e c'è il magistrato che ha mediato fra un politico vicino al Pd e un imprenditore campano pronto ad assumere fino a 10 persone "segnalate" in un supermercato. Nuvole nere, spazzate via dagli esaminatori del Csm che deliberano "il positivo superamento della settima valutazione di professionalità". Una volta, due, tre: il plenum del Csm spinge quasi sempre in avanti le toghe.






