La criminologa sarda non sarebbe stata l'unico bersaglio: “Trolliamo un po’ Avesani?”, scriveva Demma a Mosca, a proposito del neurologo veronese, anche lui coinvolto in una serie di denunce reciproche con Bruzzone. Una frase che, come scrive il pm Ganassi, "potrebbe far riflettere sul fatto che le due dedichino parte delle loro giornate a interagire tramite profili fake con altri utenti social". Bruzzone ricostruisce sulla sua pagina Facebook la vicenda che la vede ora indagata con un lungo post. "Tutto nasce da qui - scrive a proposito del caso Pitzalis -. Da un caso reale. Da una donna sopravvissuta a un tentato femminicidio. Da una vittima che, invece di essere tutelata, è stata travolta da accuse gravissime e totalmente infondate. Accuse contenute nero su bianco in una consulenza tecnica firmata da Elisabetta Sionis. E qui il punto non è l'opinione. Il punto sono i contenuti". "Prima ipotesi - prosegue -: Valentina Pitzalis avrebbe sparato a Manuel Piredda. Addirittura con 'bossoli' sulla scena. Mai esistiti. Seconda ipotesi: ferite da corpo contundente. Anche qui: nessun riscontro. Terza ipotesi, e qui entriamo nel surreale: una 'lesione figurata' sulla caviglia di Manuel Piredda. Traduzione: Valentina, dopo averlo ucciso, avrebbe marchiato il corpo con una scritta. E non solo: in una fotografia, Sionis sostiene di vedere addirittura le lettere e il numero 17. Peccato che: anche questo è stato totalmente smentito. Sulla caviglia non c'era alcuna lesione. L'autopsia l'ha smentita clamorosamente".
Inchiesta su Roberta Bruzzone: indagata per stalking a una collega
Roberta Bruzzone indagata per stalking dalla Procura di Cagliari: avrebbe organizzato con collaboratori attacchi social contro Elisabetta Sionis.










