Una ricerca britannica analizza oltre novemila cani e solleva dubbi sui cosiddetti incroci “designer”. Cockapoo, Cavapoo e Labradoodle mostrano più comportamenti problematici rispetto alle razze pure da cui derivano. Esperti e proprietari invitano alla cautela: genetica, ambiente e aspettative giocano un ruolo chiave.

La diffusione dei “doodle” e le aspettative dei proprietari

Negli ultimi anni, i cani incrociati con il Barboncino (in inglese “poodle”), noti come “doodle”, hanno conquistato un’enorme popolarità nel Regno Unito e non solo. Cockapoo, Cavapoo e Labradoodle sono spesso scelti per la convinzione diffusa che siano ipoallergenici, più sani, facili da addestrare e adatti ai bambini.

Ma un nuovo studio basato su questionari rivolti ai proprietari mette in discussione questa immagine. I ricercatori hanno analizzato i dati di 9.402 cani, confrontando tre tipologie di incroci con le rispettive razze pure di origine.

I risultati dello studio: più comportamenti indesiderati