"La Diocesi di Aversa, con l'associazione Familiari ed amici di Don Peppe Diana, raccogliendo i voti ed il pensiero di numerose altre realtà associative e di tanti singoli fedeli e amici, ha avviato l'iter utile ad iniziare un'inchiesta diocesana." Con queste parole, pronunciate questa mattina nell'omelia della messa celebrata nella chiesa di San Nicola di Bari a Casal di Principe, il vescovo di Aversa monsignor Angelo Spinillo ha reso pubblico il percorso avviato per la causa di beatificazione e canonizzazione di don Giuseppe Diana, il sacerdote ucciso dalla camorra trentadue anni fa in quella stessa chiesa. La strada è tracciata, la scelta è fatta — il martirio — e si attende solo il Nulla Osta definitivo del Dicastero delle Cause dei Santi per l'avvio formale del processo.
Era la messa che don Peppe non riuscì a celebrare quel 19 marzo del 1994. Con Spinillo hanno concelebrato don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, don Maurizio Patriciello, simbolo della lotta contro i roghi tossici in Terra dei Fuochi, e don Franco Picone, vicario generale della diocesi. In prima fila i fratelli Marisa ed Emilio Diana, il Procuratore Generale della Corte d'Appello di Napoli Aldo Policastro, le autorità civili e militari, gli scout, i volontari, la comunità che ogni anno torna in questa chiesa perché nulla è stato invano.






