"La Diocesi di Aversa, con l'associazione Familiari e amici di Don Peppe Diana, raccogliendo i voti e il pensiero di numerose altre realtà associative e di tanti singoli fedeli e amici, ha avviato l'iter utile a iniziare un'inchiesta diocesana". Con queste parole, pronunciate questa mattina nell'omelia della messa celebrata nella chiesa di San Nicola di Bari a Casal di Principe, il vescovo di Aversa monsignor Angelo Spinillo ha reso pubblico il percorso avviato per la causa di beatificazione e canonizzazione di don Giuseppe Diana, il sacerdote ucciso dalla camorra trentadue anni fa in quella stessa chiesa. La strada è tracciata, la scelta è fatta — il martirio — e si attende solo il Nulla Osta del Dicastero delle Cause dei Santi per l'avvio formale del processo.
Con Spinillo hanno concelebrato don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, don Maurizio Patriciello, parroco di Parco Verde a Caivano, don Franco Picone, vicario generale della diocesi di Aversa. E con loro tantissimi altri parroci del territorio. In prima fila i fratelli Marisa ed Emilio Diana, il Procuratore Generale della Corte d'Appello di Napoli Aldo Policastro, le autorità civili e militari, gli scout, i volontari, la comunità che ogni anno torna in questa chiesa perché nulla è stato invano.






