LA DESTINAZIONE Un piccolo mondo sull’Adriatico. L’eco di Venezia si percepisce in tanti dettagli disseminati nella ricercatezza degli edifici. L’aria satura di mare e sale è qualcosa di immediato. I colori che riempiono la cittadina si accendono ad ogni movimento del sole e del cielo. Il dialogo con l’acqua è qualcosa di potente. E poi la natura, quelle sfumature di verde e terra che incorniciano l’insenatura, che sembrano uscite da un quadro di Monet. Non sorprende che Portorose, questo gioiellino incastonato sulla Riviera istriana della Slovenia, a 35 minuti da Trieste, sia stata sempre amata fin dai tempi dell’Impero austro-ungarico, quando già incantava l’aristocrazia mitteleuropea con quel suo vezzo raffinato, quella sua qualità di benessere legato alle acque termali. Il suo sguardo all’azzurro adriatico è privilegiato. Insieme all’abbraccio che le regala il Parco Naturale di Strugnano e quello delle Saline di Sicciole. Con poco meno di tremila residenti, vive in simbiosi con la storica Pirano, a tre chilometri, la sua seconda anima sul mare. La primavera è la sua stagione regina, meta ottima per godersi una bellezza placida (info pratiche su www.portoroz.si/it).
E Portorose ci aiuta a conoscerla. «È una destinazione che non si esaurisce nel suo perimetro, ma vive in un dialogo continuo con ciò che la circonda - racconta Patricija Gržinič, alla guida dell'ente del Turismo - È parte di un piccolo mondo affacciato sull’Adriatico in cui natura, cultura, benessere, gastronomia e storia si intrecciano in modo armonioso». Basta arrivare qui per cogliere una sensazione diffusa di equilibrio e di luce. «Qui si percepisce ancora il fascino di un tempo in cui questa costa rappresentava un rifugio privilegiato per il piacere di vivere bene - indica Patricija Gržinič - la Serenissima prima, l’Impero degli Asburgo poi, avevano scelto il nostro tratto di Adriatico per il clima mite, per il mare, ma anche per le proprietà del sale e delle sostanze naturali delle saline».






