«La prima volta che ho partecipato a questa marcia è stata proprio qui a Torino nel 2006, è un momento estremamente profondo, soprattutto quando si leggono i nomi delle vittime, una cosa che a me ricorda il rosario». Sono queste le parole pronunciate oggi da Paola Caccia, figlia del magistrato Bruno Caccia ucciso dalla 'ndrangheta nell'83, durante la presentazione della XXXI Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, promossa da Libera e organizzata di nuovo a Torino dopo vent'anni. Sarà presente anche lei, insieme alle centinaia di famiglie che sabato sfileranno in corteo da piazza Solferino a piazza Vittorio Veneto per l'annuale celebrazione.

Giornata delle mafie, don Ciotti sabato 21 marzo a Torino con Libera: "Fame di verità e giustizia"

«Ognuno di noi si è tenuto dentro un grande dolore per anni, senza riuscire a elaborarlo, io non riuscivo neanche a parlarne – ha raccontato Paola Caccia – Poi è arrivata Libera che ci ha fatto conoscere fra noi parenti e apprendere le storie di tutte queste persone, io stessa anno dopo anno ne imparo delle nuove, è stato un momento importantissimo e continua a esserlo». Nel pensiero della figlia del magistrato assassinato c'è il dovere di ricordare le persone uccise perché con il loro impegno quotidiano hanno dato fastidio alle mafie, ma anche tutte quelle persone ammazzate per sbaglio. «Vittime che ci ricordano l'ingiustizia di tutte queste vite che sono state distrutte e rovinate dalla mafia – ha spiegato Caccia – Sono due vittime diverse che è nostro dovere ricordare con il passare del tempo. Come si dice sempre nell'ambito di Libera, servono memoria e impegno».