Lamborghini ha scelto di onorare il 60° anniversario della Miura con una retrospettiva intitolata "Born Incomparable", a calendario fino a gennaio 2027. L'esposizione non si limita a celebrare il passato, ma si inserisce in un programma di iniziative globali che includono il Tour Lamborghini Polo Storico nel Nord Italia e il grande festival Lamborghini Arena previsto all’autodromo di Imola nel mese di maggio.

L'ingegneria che ha sfidato le convenzioni

Il percorso espositivo si apre al piano terra con un focus sulla genesi tecnica della vettura. Il protagonista assoluto di questa sezione è lo storico telaio nudo presentato al Salone di Torino del 1965. Questa struttura tubolare in acciaio, verniciata in nero opaco e caratterizzata da un peso di soli 120 chilogrammi, stupì il mondo per la disposizione trasversale del motore V12, posto dietro l’abitacolo. Accanto a questo reperto fondamentale, i visitatori possono ammirare una Miura P400 S del 1966: questa versione, capace di erogare 370 CV, ha consolidato il concetto di supersportiva a motore centrale grazie a dettagli tecnici che includevano sospensioni aggiornate e carreggiate più ampie.

Rarità e prototipi dal fascino leggendario

La mostra offre l'opportunità (rarissima) di osservare da vicino varianti che hanno fatto la storia del collezionismo mondiale. Tra queste spicca la Miura Roadster del 1968, un esemplare unico realizzato da Bertone che trasforma la carrozzeria originale in una "scultura aperta", priva di tetto e con il motore a vista. Nella seconda parte dell'anno, la scena sarà occupata dalla Miura SVJ, una versione estrema ispirata al leggendario prototipo Jota sviluppato dal collaudatore Bob Wallace.