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Compie sessant’anni la Lamborghini Miura, considerata la prima supercar della storia. Un’auto che, grazie alla sua rivoluzione, cambiò il modo di concepire l’idea di sportività
Il 10 marzo 1966, nei padiglioni del Salone di Ginevra, si verificò un cambiamento profondo per l'intera industria automobilistica. La presentazione della Lamborghini Miura non fu il semplice lancio di un nuovo modello, ma l'inizio di un'epoca che avrebbe visto nascere il concetto stesso di supercar. A soli tre anni dalla fondazione della Casa di Sant’Agata Bolognese, questa vettura riuscì a ridefinire i limiti delle auto stradali ad alte prestazioni, introducendo un'architettura tecnica mai vista prima su un veicolo non destinato esclusivamente alle competizioni.
La storia di questo mito comincia con la volontà di Ferruccio Lamborghini di creare una macchina capace di lasciare il mondo senza parole. Per riuscirci, diede fiducia a un gruppo di tecnici giovanissimi: gli ingegneri Gian Paolo Dallara e Paolo Stanzani, insieme al collaudatore Bob Wallace. Questi uomini iniziarono a lavorare al "Progetto L105" (conosciuto anche come 400 TP) spesso oltre il normale orario di lavoro, spinti dal desiderio di applicare le soluzioni del motorsport a una vettura stradale. Il risultato fu un telaio in acciaio, leggero e innovativo, caratterizzato da pareti spesse appena 0,8 millimetri e numerosi fori di alleggerimento, per un peso complessivo di soli 120 chilogrammi.






