L'argine tiene, ma l'orizzonte si fa scuro. "Basandosi su oltre un decennio di solidi progressi nell’ambito del Meccanismo di vigilanza unico, le banche sono rimaste resilienti nonostante la crescente incertezza geopolitica e le pressioni macroeconomiche". Con questa premessa Christine Lagarde, presidente della Banca centrale europea, apre il Rapporto annuale sulle attività di vigilanza 2025, un documento che fotografa un sistema bancario europeo patrimonialmente solido ma sospeso in un equilibrio precario. Sebbene i numeri parlino di un settore capace di generare profitti e assorbire shock, da Francoforte arriva un monito secco: i rischi sui mercati finanziari sono aumentati, come dimostra il settore del private credit. Mentre il CET1 ratio si attesta al 16,1% e la redditività resiste con un ritorno sul capitale al 10%, la Vigilanza avverte che i rischi latenti "non si riflettono ancora pienamente nei bilanci", imponendo un cambio di passo nella gestione delle incognite globali.

La solidità mostrata dagli istituti di credito dell'area euro, che dal primo gennaio 2026 accoglie ufficialmente la Bulgaria come ventunesimo membro, poggia su pilastri finanziari che Christine Lagarde definisce "robusti", con coefficienti di liquidità (LCR) al 157%, ampiamente superiori ai requisiti minimi. Tuttavia, la presidente della Bce non usa giri di parole per descrivere la natura delle possibili minacce future, sottolineando che "la trasmissione degli shock può essere ritardata e non lineare, rendendo imperativo per le banche e le autorità di vigilanza rimanere orientati al futuro e agire tempestivamente quando vedono accumularsi dei rischi". Il quadro macroeconomico del 2025 ha permesso alle banche di continuare a sostenere famiglie e imprese nonostante la crescita lenta, ma le tensioni commerciali e le vulnerabilità specifiche di alcuni settori restano osservate speciali. In questo scenario, Lagarde invoca con forza "più Europa", affermando che "completare l’unione bancaria, inclusa l’istituzione di un sistema europeo di assicurazione dei depositi, e approfondire il mercato unico è essenziale per favorire l’integrazione, stimolare la competitività e liberare il potenziale economico dell’Europa". La sfida, dunque, non è solo conservativa, ma strutturale. La Bce si dichiara "incrollabile nel suo impegno a promuovere un settore bancario dell’area dell’euro robusto e adattabile", capace di servire l'economia reale in un mondo che cambia velocemente.