Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
18 MARZO 2026
Ultimo aggiornamento: 13:14
“Alcuni dei militanti pro-Pal ritenuti responsabili degli scontri del 22 settembre 2025 alla stazione Centrale di Milano durante le manifestazioni a sostegno del popolo palestinese e della spedizione umanitaria internazionale della flotta ‘Global Sumud Flotillà’ avrebbero avuto ‘intento rivoltoso’ lasciandosi andare a scene di ‘vera guerriglia’ con ‘violenza e ribellione’ contro la ‘polizia’ attraverso il ‘lancio’ di ‘oggetti contundenti, sanpietrini, segnaletica stradale’”. Sono le valutazioni della giudice per le indagini preliminari di Milano, Giulia D’Antoni, nell’ordinanza con cui ha disposto sei misure cautelari tra obblighi di firma e divieto di dimora per giovani frequentatori del centro sociale Lambretta, mentre per altri otto indagati ha fissato interrogatori preventivi.
Secondo la gip, gli scontri davanti alla stazione Centrale “non sono frutto di un occasionale episodio scatenante la rivolta, bensì di un radicato risentimento nutrito da parte degli esponenti dei centri sociali e dei gruppi antagonisti nei confronti delle Forze di Polizia”, uno “sfogo di un istinto di ribellione” che ha trasformato una manifestazione pacifista in un teatro di violenza. Gli episodi, spiega, sono “espressione di un modo ostile di percepire le istituzioni dello Stato e, in particolar modo, le Forze dell’Ordine”, con un atteggiamento di sfida verso la tutela dell’ordine pubblico, vista dai manifestanti come un “limite alla libera manifestazione del pensiero”.






