Serve una strategia innovativa di sviluppo delle infrastrutture idriche sostenibili per ridurre il gap esistente, raggiungere gli obiettivi di resilienza idrica e di uso efficiente delle risorse, mettere in sicurezza un Paese idrogeologicamente fragile.

A questo è dedicato il position paper che sta realizzando l' Ais, l' Associazione infrastrutture sostenibili in vista della Giornata dell'acqua.

"Uno sforzo gigantesco, stimato in almeno 230 miliardi di euro in quindici anni, pari a 15 miliardi l'anno, di cui circa 7/8 miliardi aggiuntivi rispetto agli attuali livelli di spesa.

Un impatto rilevante (1/2 miliardi l'anno) anche su tutto il settore dell'ingegneria ambientale e della consulenza", si legge in una nota "E' essenziale mettere al centro un approccio basato sulla resilienza così da ridurre fragilità interne (perdite, obsolescenza, sotto-manutenzione, carenze di depurazione), aumentare intelligenza del sistema (dati, digitalizzazione, interoperabilità), integrare il territorio come infrastruttura (ritenzione, Nbs, ripristino ecosistemico), e governare le interdipendenze (acqua-energia-cyber-salute)", afferma Paola Brambilla, consigliera di Ais.

Per il presidente di Ais Lorenzo Orsenigo serve "una strategia centralizzata e consapevole di prioritizzazione degli interventi sviluppata operativamente su una tassonomia chiara degli interventi prioritari, un quadro di Governance più semplice, con una stabile e partecipata cabina di regia, insieme all'individuazione di strumenti di spesa (tariffa, fondi pubblici, fondi privati) integrati, coerenti ed efficaci, da definire per tempo, considerato anche la progressiva riduzione dell'efficacia dello strumento Pnrr."