Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

Ultimo aggiornamento: 9:20

Non ha dubbi, il Dubbio, il quotidiano del Consiglio nazionale forense, portavoce della linea degli avvocati, soprattutto di quelli schierati per il Sì al referendum. Ed ecco, nell’edizione cartacea e in quella online, il racconto fatto in un convegno e diffuso in un video su Facebook, di un professore di diritto civile, al secolo Fabrizio Criscuolo, che insegna alla Sapienza di Roma, e che con toni drammatici, fa questo racconto: “Io ho fatto parte della commissione del concorso in magistratura e adesso vi dico una cosa che raramente ho confidato, ma ormai son passati tanti anni. Le tracce, dico le tracce dei temi del concorso, venivano votate per correnti. Adesso voi mi dovete spiegare qual è la ragione per la quale una corrente si deve aggregare nella scelta di una traccia di un tema, se non la peggiore delle ipotesi possibili. E cioè che quell’opera di reclutamento cominci addirittura prima della selezione dei magistrati”.

Peccato che non sia la verità. Tant’è che Pietro Sirena, oggi toga in pensione ed ex presidente titolare della quarta sezione penale della Cassazione, nel 2015 presidente di quel concorso bandito un anno prima, già in allarme per il video di Criscuolo che circolava su Facebook, piglia carta e penna e butta giù un comunicato durissimo in cui innanzitutto annuncia l’intenzione di agire in sede civile e penale “a tutela del proprio onore e della propria professionalità”. Non solo contro Criscuolo che ha fatto quelle affermazioni, ma anche contro la magistrata Annalisa Imparato che ne ha ripreso il contenuto. Quest’ultima toga, come ha raccontato Il Fatto Quotidiano, è un volto del Sì al referendum che la destra voleva stipendiare con un incarico da 2.300 euro bloccato dal Csm.