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Ultimo aggiornamento: 7:16
Domenica 8 marzo, in Colombia si è votato per il rinnovo di Camera e Senato. Se il Pacto Histórico, la coalizione progressista con a capo il Presidente della Repubblica Gustavo Petro, ha vinto al Senato con 4.416.000 voti, la destra del Centro Democrático dell’ex premier Álvaro Uribe la tallona con oltre 3 milioni, seguita dai partiti del Centro, che tra Liberali e Conservatori hanno totalizzato circa 5 milioni.
L’8 marzo, festa della donna, ha portato fortuna e voti a Paloma Valencia, del Centro Democrático, che con oltre 3 milioni ha vinto la candidatura per la Gran Consulta por Colombia, la coalizione di centrodestra che cercherà di strappare a Petro la presidenza il 31 maggio. Il suo successore, Iván Cepeda, ha ottenuto dal Pacto Histórico 1.500.000 voti, il che lo pone in condizioni d’inferiorità nella sfida di fine maggio, tenendo conto che il Centro voterà compatto per Paloma, considerata una moderata rispetto a Uribe.
In realtà la signora, appoggiata faziosamente dai maggiori media colombiani che un giorno sì e l’altro pure massacrano Petro per il suo passato di guerrigliero M-19, ha sempre cercato di sabotare, stile Trump, i programmi sociali del governo, caldeggiando lo scioglimento del Ministero dell’Uguaglianza voluto da Petro per supportare il ceto basso, le persone con incapacità fisiche e la comunità Lgbt, bersaglio fisso del perbenismo globale.






