Si accende la polemica tra Henry John Woodcock, il famoso magistrato di Vallettopoli, e Gaia Tortora, giornalista di La7 e figlia di Enzo Tortora, vittima negli anni ’80 di uno dei disastri giudiziari maggiori della storia della Repubblica italiana. La Tortora gli si è scagliata contro, dopo che Woodcock (ospite di Formigli a Piazzapulita, ndr) aveva dichiarato che “il processo serve a dimostrare non la colpevolezza, ma l'innocenza dell'imputato. Quando si va in aula, quando si fa il processo, quello è il momento in cui la vera parità deve esistere, perché in quel momento il giudice, che è diciamo così l'arbitro, ha di fronte a sé due parti, uno che sostiene l'accusa e l'altro che sostiene la difesa, ma la verità è che il vero protagonista del processo è l'imputato. Nella mia prospettiva, e questa è sempre stata la mia idea, il processo serve a dimostrare non la colpevolezza ma l'innocenza dell'imputato".

A quest’affermazione, Gaia Tortora aveva commentato su X: "Io mi sento male. Ma si spiegano tante cose. Non sono tutti cosi. Ma questi hanno fatto danni enormi. Incalcolabili". La giornalista ha, poi, ribadito il concetto e rincarato la dose anche a Quarta Repubblica, programma di approfondimento di Rete4 condotto in prima serata da Nicola Porro.