In un mondo sempre più connesso, anche i virus seguono le rotte della globalizzazione. È quanto emerge da uno studio condotto da un team di ricerca italiano tra Padova e Milano, secondo cui la diffusione dell’influenza nel mondo è strettamente legata ai flussi del traffico aereo internazionale. La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Nature Health, è stata coordinata da Chiara Poletto del Dipartimento di Medicina molecolare dell’Università di Padova e da Francesco Bonacina, oggi ricercatore all’Università Bocconi e, al momento dello studio, affiliato all’Istituto nazionale francese della sanità e della ricerca medica (Inserm) e all’Università Sorbona di Parigi. L’obiettivo degli studiosi era capire se esistesse una relazione tra i movimenti globali delle persone e la circolazione dei diversi virus influenzali.

Il virus dell’influenza, infatti, non è unico. È composto da tre varianti principali: l’influenza di tipo B e due sottotipi dell’influenza di tipo A, chiamati H1N1 e H3N2. Ciascuno presenta caratteristiche diverse e può diffondersi con modalità differenti. Durante le stagioni influenzali, queste varianti possono circolare contemporaneamente, ma non sempre nella stessa proporzione: in alcuni Paesi uno dei sottotipi diventa predominante, mentre in altri la distribuzione tra i virus rimane più equilibrata. Inoltre, la situazione può cambiare da una stagione all’altra.