Il prossimo virus influenzale arriverà dai viaggi aerei e si potrà prevederne la composizione. Questo sostengono i ricercatori coordinati da Chiara Poletto del Dipartimento di Medicina molecolare dell’Università di Padova e da Francesco Bonacina, dell’Università Bocconi (al momento della ricerca affiliato all’Istituto nazionale francese della sanità e della ricerca medica - Inserm e all’Università Sorbona di Parigi) nel loro studio ’Characterization and forecast of global influenza subtype dynamics’ pubblicato su Nature Health.
La ricerca
Una ricerca che parte da un presupposto: ogni inverno parliamo di influenza, ma in realtà il virus influenzale non è sempre lo stesso. E, spiegano gli autori, “poiché i diversi sottotipi non hanno la stessa severità né lo stesso impatto su bambini e anziani, prevedere in anticipo quali saranno più diffusi è fondamentale per prepararsi ad affrontare l’ondata di infezioni invernali”.
Le tre varianti del virus
La considerazione di fondo è che quello che chiamiamo virus influenzale è composto da un gruppo di tre varianti principali: l’influenza di tipo B e i due sottotipi H3N2 e H1N1 dell’influenza di tipo A, ciascuno con caratteristiche diverse. Nel corso delle stagioni influenzali, questi sottotipi possono circolare in proporzioni simili oppure, in alcuni casi, può cambiare la situazione: uno può diventare predominante. Ciò porta con sé forti differenze da un Paese all’altro e tra stagioni. Proprio questo stato di cose ha spinto i ricercatori italiani ad andare a fondo: prevedere in anticipo quali saranno più diffusi in modo per prepararsi a nuove epidemie.







