TREVISO - «Diteci se quell'insegnante ha lavorato qui, se è stata ogni mattina assieme ai nostri ragazzi. Abbiamo il diritto di saperlo». È questo il tono delle richieste che alcuni genitori hanno inviato ai vertici della scuola dove lavorava la prof di 52 anni arrestata alla fine della settimana scorsa con l'accusa di violenza sessuale nei confronti di minori e pornografia minorile. Ieri, inevitabilmente, non si parlava d'altro. Anche i ragazzi cercavano di capire di chi poteva trattarsi, passando in rassegna l'elenco dei docenti assenti.

Prof pedofila: «Sono distrutta, non ho fatto nulla». La 52enne accusata di aver fotografato la figlia e i due nipotini di 5 e 8 anni

Per il mondo della scuola trevigiana è stato davvero un fulmine a ciel sereno. Ieri mattina l'ufficio scolastico di Treviso ha inviato una richiesta urgente ai presidi di tutti gli istituti della Marca. «Si chiede di dare conferma, positiva o negativa - si leggeva nel messaggio - se il personale di codesta istituzione scolastica risulta coinvolto nei recenti eventi di cronaca giudiziaria consistenti nell'arresto di una docente in data 13 marzo 2026. Si chiede di rispondere con cortese urgenza». Domenica sera la scuola interessata non ne sapeva ancora nulla. La comunicazione dell'arresto della professoressa che ieri avrebbe dovuto salire in cattedra come tutti gli altri giorni è arrivata solo nelle prime ore del mattino. Di seguito l'ex provveditorato di Treviso ha iniziato a registrare le risposte in arrivo dalle scuole.