L’Inps riaccende i riflettori sui pensionati italiani residenti fuori dai confini nazionali. L’Istituto avvia il 20 marzo la campagna 2026 di accertamento dell’esistenza in vita, una verifica periodica indispensabile per garantire la correttezza dei pagamenti ed evitare indebite erogazioni.

Secondo le ultime stime Inps, i pensionati italiani residenti all’estero sono circa 340mila, distribuiti in oltre 160 Paesi, per un valore complessivo delle prestazioni che supera 1,75 miliardi di euro l’anno.

La prima fase della campagna 2026 riguarda specifiche aree geografiche. In particolare, i controlli interessano i pensionati residenti in:

Si tratta dei territori inclusi nella prima tranche delle verifiche, gestite operativamente da Citibank, l’istituto incaricato dei pagamenti all’estero. A partire dal 20 marzo 2026, i pensionati coinvolti riceveranno i moduli da compilare e restituire entro il 18 luglio 2026.

Non tutti i pensionati all’estero sono sottoposti alla verifica diretta. Sono infatti esclusi – o soggetti a modalità alternative – coloro che risiedono in Paesi con cui esistono accordi di cooperazione tra istituzioni previdenziali.