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Vittorio Macioce accompagnerà i lettori de “Il Giornale” in questo viaggio dal 28 aprile al 1° maggio 2026, tra Lisbona, Fatima, Nazaré, Óbidos, Cascais e il Cabo da Roca.

C’è un momento preciso in cui la storia smette di essere storia e diventa carne. È il 25 aprile 1974, sono le sette e mezza di sera, e un blindato portoghese - il Chaimite Bula, costruito in casa, ferraglia nazionale - sfonda l’ingresso del Quartel do Carmo scavando solchi nel selciato di Lisbona. Nell’abitacolo sale un uomo che ha perso tutto. Si chiama Marcello Caetano, è l’ultimo erede di una dittatura durata quarantotto anni, e prima di salire dice una sola cosa all’autista: «É a vida». È la vita. Come se bastasse quella frase per chiudere i conti con il mondo. Fuori, la piazza è un mare di gente. C’è chi si è arrampicato sugli alberi per vedere meglio. Nessuno spara. È una rivoluzione, ma nessuno spara. Questo è il Portogallo che andremo a visitare dal 28 aprile al primo maggio.