Scarso coinvolgimento, poco entusiasmo, crollo della motivazione. In una sola parola: disengagement o, in italiano, disimpegno. È l’effetto del malessere dei dipendenti bancari italiani fotografato nella ricerca “Evoluzione dell’organizzazione del lavoro nelle banche”, realizzata dai professori Maurizio Baravelli e Valerio Pesic dell’Università La Sapienza di Roma assieme al sindacato bancario Uilca.

La ricerca

All’indagine hanno partecipato bancari di tutte le fasce d’età e con ruoli in ogni settore (aree professionali, quadri e dirigenti di rete e funzioni centrali). Per quanto riguardo le dimensioni dei 45 istituti di credito coinvolti, i questionari sono stati somministrati a dipendenti di grandi, medie e piccole banche; è stato coperto anche l’ambito del credito cooperativo. Un’ampia casistica dunque che, fanno sapere da Uilca, «ha consentito di scattare una fotografia molto reale sui cambiamenti in atto, evidenziando alcune criticità che andrebbero affrontate anche abbastanza celermente, al fine di evitare che possano trasformarsi in criticità sistemiche».

Le situazioni critiche

Andiamole quindi a vedere queste criticità fatte emergere dallo studio Baravelli-Pesic. Da ricordare che il popolo dei bancari a fine 2024 (dati Bankitalia) era composto da 261mila persone (nel 2015 erano 303mila, -14%). Le risposte degli intervistati hanno evidenziato innanzitutto uno «svilimento del lavoro divenuto prevalentemente operativo», viene spiegato nello studio.