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17 MARZO 2026
Ultimo aggiornamento: 7:09
“La sua enorme capacità selettiva. Il senso visionario, e l’uso dei sogni. Cittadini del mondo onirico e dell’impero. Una condizione rara, -rispondeva Antonio Giuliano ad Antonio Gnoli che in una intervista per La Repubblica ad aprile 2016, sorpreso per l’asciuttezza dei giudici gli chiedeva di cosa lo avesse affascinato del mondo antico – E poi c’era il senso dell’inestimabile che abbiamo perso. Tutto oggi si può comprare e vendere. Anche la vita. Capisce? Il mondo antico aveva il senso del definitivo, il nostro mondo ha solo il provvisorio”.
Antonio Giuliano, “archeologo e storico dell’arte di grande fama internazionale, allievo di Ranuccio Bianchi Bandinelli, ha insegnato alle Università di Genova e di Roma”, si legge nel portale dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione del Ministero della Cultura, “E’ autore di studi fondamentali sull’arte classica, indagandola nella sua evoluzione formale fino alle soglie del XIII secolo, all’epoca fridericiana”. Soprattutto, “Accademico dei Lincei, intellettuale di vasti orizzonti, non ha limitato il suo campo di indagine all’archeologia, ma si è interessato anche di letteratura, partecipando alle vicende storiche e istituzionali delle strutture preposte all’insegnamento e alla tutela dei beni culturali”.






