PADOVA - È stata protocollata e depositata ieri in tutte e sette le Prefetture del Veneto. È firmata Altvelox (l'associazione che tutela gli automobilisti vessati dai velox) e chiede che i prefetti veneti, di fatto, copino quanto deciso dal loro collega di Napoli, Michele Di Bari (già prefetto a Venezia), che una settimana fa ha spento gli autovelox fissi del capoluogo campano per una verifica sui decreti che regolamentano le colonnine diventate l'incubo di chi si muove per strada. Tutto, alla luce del nuovo quadro normativo al quale i decreti prefettizi tutt'ora in vigore si dovrebbero adattare.

Nell'istanza depositata ieri mattina, Altvelox chiede che i prefetti dispongano la sospensione cautelare dei provvedimenti in vigore, procedano al riesame integrale in autotutela e, di conseguenza, impartiscano agli enti proprietari delle strade e agli organi accertatori le necessarie disposizioni per la disattivazione delle postazioni non assistite da documentazione completa e verificabile. L'associazione chiede anche che vengano rese pubbliche le relazioni istruttorie dei dati di incidentalità del quinquennio, delle verifiche tecniche, degli atti sulle eventuali disinstallazioni e di tutta la documentazione amministrativa richiamata nei decreti prefettizi. Un punto che Altvelox non considera un arroccarsi dentro una battaglia ideologica ma ritiene vada a toccare «la legalità dell'azione amministrativa, la trasparenza dei procedimenti e la validità degli accertamenti che incidono direttamente sui diritti dei cittadini si legge nelle istanze portate sulle scrivanie dei sette prefetti I controlli sono legittimi solo se fondati su atti istruttori completi, su presupposti effettivi e su apparecchi collocati e utilizzati nel pieno rispetto della legge».