Altri due poliziotti indagati portano a 7 il numero di agenti del Commissariato Mecenate di Milano al centro di una storia nata due mesi fa come legittima difesa da un pusher ritenuto aggressivo. Accuse alle divise che ora spaziano dalle cessioni di droga, ai pestaggi, fino alle estorsioni e ai sequestri di persona. Con Carmelo Cinturrino, il 41enne in carcere per l'omicidio di Abderrahim Mansouri, avvenuto il 26 gennaio a Rogoredo, chiamato a rispondere di una presunta premeditazione nell'omicidio del 28enne marocchino accanto al cui corpo piazzò una pistola caricata a salve per simulare ciò che non sarebbe avvenuto. È quanto emerge dall'atto con cui la Procura di Milano ha chiesto al gip di disporre l'incidente probatorio nell'inchiesta per omicidio volontario sull'assistente capo e 6 colleghi della polizia di Stato. Una richiesta per cristallizzare le testimonianze, nel contraddittorio con le difese degli indagati, di 8 fra pusher e tossicodipendenti che agli investigatori della Squadra Mobile, coordinati dal pubblico ministero Giovanni Tarzia e dal Procuratore Marcello Viola, a oggi hanno svelato un quadro a tinte fosche sulle modalità operative di Cinturrino e di una parte del Commissariato Mecenate nella gestione di indagini sullo spaccio di droga nel quartiere sud est di Milano: richieste di denaro, falsi verbali di sequestro e perquisizione, arresti sballati, pestaggi.
Rogoredo, indagati altri due agenti. Cinturrino accusato pure di premeditazione
Altri due poliziotti indagati portano a 7 il numero di agenti del Commissariato Mecenate di Milano al centro di una storia nata due mesi fa come legit...











