La procura di Milano ha richiesto un incidente probatorio per ascoltare in vista di un’eventuale processo dei testimoni sul caso che coinvolge l’assistente capo Carmelo Cinturrino, già accusato dell’omicidio del pusher Abderrahim Mansouri, e di altri suoi colleghi al commissariato di polizia Mecenate. Dall’atto notificato ai difensori degli indagati emergono nuovi capi d’incolpazione e due nuovi poliziotti.

Il procuratore Marcello Viola e il sostituto Giovanni Tarzia ipotizzano, a vario titolo, episodi di estorsione, rapina, concussione, arresto illegittimo e spaccio che sarebbero stati commessi dall’assistente capo di 41 anni, in custodia cautelare a San Vittore, e da altri sei poliziotti indagati a piede libero. Tra loro figurano anche i tre componenti della squadretta investigativa presenti a Rogoredo il tardo pomeriggio in cui Cinturrino ha sparato e ucciso Mansouri e ha poi organizzato la messinscena con il recupero e il collocamento vicino al cadavere della vittima di una pistola finta. Sulla base dei racconti messi a verbale davanti al pm e agli investigatori della Squadra mobile da tossicodipendenti e spacciatori che frequentano le zone dello spaccio di Rogoredo e Corvetto sarebbero stati ricostruiti diversi episodi in cui i poliziotti avrebbe commesso violenze e soprusi contro di loro per farsi consegnare droga e soldi o farsi dire gli imboschi in cui Mansouri nascondeva le dosi per lo spaccio al dettaglio.