“Eccome se è un grande risultato. È storia. Mai l’Italia è arrivata così in alto. È stato un grandissimo lavoro di squadra. I ragazzi oggi hanno avuto il giorno perfetto. Sono stati bravissimi. Non abbiamo parole. Ci siamo persino commossi. Bellissimo”. È un Enrico Crippa orgoglioso quello che commenta il risultato del team italiano alla finale del Bocuse d’Or Europe 2026. Un terzo posto che davvero vale un oro perché nella storia della competizione – nata nel 1987 – il nostro Paese non aveva mai brillato. Invece adesso è arrivata la statuina che, sì, è come quella degli Oscar ma in versione chef Paul Bocuse.
Crippa, chef del Piazza Duomo di Alba, è il presidente dell'Accademia Bocuse d'Or Italia. È lui che si occupa del team azzurro con l'obiettivo di formare e preparare i cuochi per la prestigiosa competizione mondiale. Che adesso appare un po’ più vicina, visto l’exploit all’evento continentale le cui gare si sono concluse a Marsiglia.
Matteo Terranova e il suo secondo Edoardo Magni (ogni candidato può contare sul proprio commis) sono saliti sul podio dietro alla Danimarca e alla Norvegia (fin dalla nascita del premio la Scandinavia ha sempre dettato legge) in una due giorni di prove al Parc Chanot di Marsiglia, nell’ambito di Sirha Méditerranée, al termine di due giornate di gara intense e spettacolari, dedicate ai prodotti e ai sapori del Mediterraneo.







